CENOTAFIO DI GEROLAMO CARDINALE GRIMALDI
(parete sinistra del presbiterio della navata centrale)
Questo monumento funebre venne commissionato dai Frati nel 1650 unitamente a quello di fronte, per commemorare il Cardinale Gerolamo Grimaldi, erede di Ansaldo, che fu tra i maggiori sostenitori economici del monastero.
“Questo marmo è di Gerolamo Card. Grimaldi, nipote di Ansaldo, il quale considerò con piacere, se non indegno, l’affettuosa ospitalità, con ammirazione, anno 1650”
Il cenotafio è un monumento funebre privo delle spoglie della persona commemorata. In Italia il più noto è il cenotafio di Dante Alighieri, custodito nella Basilica di Santa Croce a Firenze e cantato da Foscolo nei Sepolcri.
I due cenotafi della chiesa del Boschetto furono entrambi commissionati dai frati, per ringraziare la generosità di Ansaldo Grimaldi, e quella del di lui nipote ed erede cardinale Gerolamo. Quasi sicuramente questi due monumenti scultorei facevano parte del progetto di arredo e decoro della chiesa seicentesca, rinnovata in stile Barocco come espressamente prescritto dal Legato apostolico Monsignor Bossi, che visitò il Boschetto nel 1582. Tale rivisitazione comportò importanti modifiche architettoniche tra le quali il trasferimento del coro dietro l’altare maggiore prolungando il presbiterio e, successivamente, la modifica dell’originaria terminazione squadrata dell’abside, per darle la configurazione semicircolare odierna. Va ricordato che furono proprio gli eredi di Ansaldo Grimaldi, amministratori dell’ingente lascito del benefattore, a finanziare gran parte di tale imponente rifacimento che non poté però essere completato con l’apparato decorativo per il sopraggiungere degli eventi bellici che causarono il declino dell’abbazia.
